Franco Pivetti nasce a Cavezzo, Modena, nel 1936. Ancora bambino studia contemporaneamente pittura e musica. Quest'ultima lo porterà a viaggiare in Medio Oriente, Nord Africa ed Europa, con una orchestra attrazione. I colori e i paesaggi incontrati in queste peregrinazioni gli ispirano la prima serie di acquerelli che cos-tituiranno la sua prima mostra personale a Modena nel 1966. Approda al Surrealismo nel 1970 dopo diverse esperienze pittoriche interessando la critica più attenta che lo segnala come uno degli artisti più sensibili e fantasiosi. In un primo momento segue l'opera magrittiana, quindi passa ad un "surrealismo simbolico" dove prevalgono le chine colorate e soggetti come il pugno e i cartelli stradali. Infine, nel'74, elabora una personale interpretazione del "automatismo gestuale" che negli anni si perfeziona soprattutto dal punto di vista compositivo mettendo in luce una non comune pulizia segnica. Nel'75 collabora con la Galleria Angolare di Milano, Galleria Sources di Parigi e nel'76, incisioni e disegni vengono proposti per la prima volta nelle aste della Wolfgang Ketterer di Monaco. Come incisore e disegnatore raggiunge negli anni Ottanta una buona notorietà che gli permette di essere presente nelle migliori gallerie francesi, tedesche, belghe, svizzere e italiane. Nel frattempo si trasferisce in Trentino, a Riva del Garda, dove nel 1984 gli viene affidato l'incarico di coordinatore responsabile del Consorzio Casa degli Artisti "G.Vittone", ente di iniziative culturali promosso dai comuni di Tenno, Riva del Garda, Arco. Fra le iniziative più significative che dalla sua mano prendono forma in questi anni segnaliamo: "Biennale Internazionale della Grafica", "Canzoni in copertina", "Quaranta artisti per Wolfgang Goethe", "Aesthetronica in Nuce", "Rustico Medioevo", "Convegno di Arteterapia", "Tra Sogno e Magia". Più tardi, pur proseguendo nella sua attività pittorica, avvia una serie di collaborazioni e consulenze organizzando mostre in numerosi comuni e province della penisola. Vive e lavora a Tenno in provincia di Trento. 
DICONO DI LUI:
...In lui prevale una finissima vocazione di grafico che sa creare suggestioni vibranti d'atmosfera. La misura formale è qui davvero straordinaria. I graffiti sono sempre impaginati in una cornice avvolgente di pittorico lirismo, per qui la fantasia, in apparenza sbrigiata, è invece trattenuta nell'ordine proprio degli equilibri compositivi, raffinati e strutturalmente saldissimi.
"Franco Solmi"
...Mi fa piacere collaborare con un artista sensibile e fantasioso.
"Raffaele Carrieri"
Pivetti va deciso "a rebours" in quella preistoria mitologica in cui l'uomo graffiava con la selce le rocce per consegnarsi, fatto segno, all'eternità. Nei suoi quadri circolano quegli antichi geroglifici, e quegli "scarabocchi" che il bambino traccia ancora con suprema perizia, affascinando gli artisti del novecento, da Paul Klee alla transavanguardia.
"Giorgio Celli"
La realizzazione figurale appare attraverso visioni livide ed allucinate di paesaggi improbabili e tuttavia credibili.
"Enzo Di Martino"
...nevrotici personaggi che sono balzati nella pittura dal territorio dei fumetti.
"Giorgio di Genova"
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